Le
mani sulla città
L’incisivo
intervento di Adriano Sansa, nel corso del dibattito con Tatti Sanguineti su “
Le mani sulla città” (organizzato giorni fa da Noi per Savona), ha suscitato un
coro di dichiarazioni in diverse sedi, tanto orchestrate quanto inconsistenti,
tutte tendenti ad affermare che quelle critiche sono immotivate, che “tutto va
bene” e che la Savona dei palazzari è avviata ad un avvenire mirabile e
progressivo.
In
questo desolante coro, una voce particolarmente prepotente ha fatto una affermazione
che occorre segnalare e contestare con speciale evidenza.
Questa
voce ha dichiarato (cito il testo riportato da un quotidiano locale di Giovedì
25 Maggio) che : “per quanto riguarda
Bofill, mi pare che ci sia stato un ricorso al TAR ed una sentenza che ha detto
la parola definitiva sulla correttezza del percorso
amministrativo della pratica”.
L’affermazione
è gravissima per due motivi:
primo –
perché è falsa;
secondo
– perché è fatta da persona che dovrebbe parlare ed agire sempre e soltanto in
difesa dell’interesse pubblico.
L’affermazione
è falsa,
perché la sentenza del TAR non ha in alcun modo preso in esame la correttezza
del percorso amministrativo dell’operazione Bofill ma si è soltanto limitata a
respingere il ricorso per motivi formali.
Il TAR non è minimamente entrato nell’esame delle numerose e pesanti
illegittimità lamentate dai ricorrenti.
Tutti
quei dubbi di illegittimità NON sono stati quindi in alcun modo rimossi e
restano, pesantissimi, sulle spalle della futura Amministrazione.
Ben
più saggi sarebbero stati i nostri amministratori se avessero chiesto al TAR di
esaminare e decidere ogni sospetto di illegittimità per poi, sulla base di quel
giudizio, correggere gli errori e procedere con sicurezza nell’attuazione del
progetto rettificato. Ma chiedere e
sperare saggezza da quei signori era
(ed è, purtroppo) cosa vana.
Resta
il fatto che quei sospetti di illegittimità (ben fondati e pesanti, a mio giudizio), che minano
alla base tutta l’operazione Bofill, sono in gran parte (se non tutti)
ancora vigenti e dovrebbero essere ripresi in attento esame dalla futura
Amministrazione.
Quell’affermazione
è poi ancor più grave se si considerare il ruolo pubblico della persona che
l’ha fatta.
Suo
compito non era certo quello di intervenire su operazioni immobiliari di
esclusiva competenza della Amministrazione comunale ma soltanto quello di preoccuparsi sempre ed in ogni caso del più
rigoroso rispetto delle leggi e degli interessi pubblici.
Comunque,
suo elementare dovere era poi quello di ben informarsi prima di fare pubbliche
affermazioni tanto fuorvianti, che tornano a palese vantaggio di potenti
interessi che poco hanno a che fare con quelli dei Savonesi.
Domenico Buscaglia