31 Marzo 2006
Molti savonesi hanno l’abitudine di fare
quotidianamente quattro passi fino al prolungamento, per poi affacciarsi alla
spiaggia aperta ed al mare, guardare fin dove arriva la vista oltre Portofino,
contare le navi in rada ed annusare come va il tempo. E’ una piccola, gradevole soddisfazione che il Padreterno ha
regalato loro da tanti anni.
Ma da alcuni giorni questi concittadini hanno avuto
una sgradita sorpresa.
Chi diavolo può aver consentito la costruzione di un
“coso” nella spiaggia, proprio ai loro piedi,
davanti al Piazzale, a rovinare il consueto ed amato panorama?
Ormai, anche nelle più piccole cose, i Savonesi
vengono sovente presi a pesci in faccia:
nessuno li informa e, giorno dopo giorno, vengono posti davanti ai più
strani fatti compiuti. Da un lato
metri cubi senza fine concessi a pochi potenti privilegiati, dall’altro
incredibili piccole oscenità costruite proprio dove il buonsenso mai avrebbe
pensato possibile.
La costruzione iniziata sulla spiaggia sotto al
muraglione del piazzale, proprio di fianco a Garibaldi a cavallo, può sembrare
davvero poca cosa, ma è una inutile, ingiustificata, stupida offesa alle giuste
consuetudini dei cittadini.
La sua approvazione ha una storia davvero singolare
ed è opportuno che i Savonesi la
conoscano, anche perchè coinvolge molte autorità e alcuni nostri benemeriti
consiglieri (l’ex Sindaco in primis).
Eccone un riassunto.
L’esecutivo del nostro comune (Sindaco, Giunta e
Dirigenza) nel Gennaio del 2003 propose disinvoltamente l’approvazione di una
apposita Variante al Piano Regolatore (!), per consentire la costruzione in
mezzo alla spiaggia di una strana baracchetta alla tirolese con pisciatoio, di
circa 4 metri per 10, progettata dall’Arch. Ravera, destinata alla vendita di
bibite ai bagnanti.
Il Consiglio comunale non si lasciò convincere,
manifestò molte critiche e la pratica fu ritirata.
Ma l’esecutivo non intendeva arrendersi: la proposta
venne riportata nel Novembre dello stesso anno nella Commissione Consiliare
competente.
Questa volta la costruzione aveva cambiato forma ed
era diventata una sorta di baracchetta alla Neutra, sempre con pisciatoio,
sempre dello stesso progettista.
Nel corso della discussione molti Commissari
espressero il loro vivo disaccordo, osservando anche che un posto di ristoro
per i bagnanti, con servizi igienici meglio dimensionati, poteva essere
facilmente realizzato senza deturpare la spiaggia, ricavando i locali necessari
al di sotto del piazzale. La baracchetta fu nettamente bocciata.
Votò a favore solo Remigio; si astennero Briano,
Monteleone e De Montis; votarono contro
Buscaglia, Cuneo, Germano, Santi, Ulivi, Vallarino, Franco Zunino.
Per una qualsiasi altra iniziativa, la partita
sarebbe stata chiusa. Invece no; quella
singolare, insensata piccola costruzione aveva protettori straordinari.
Nel Gennaio del 2004, la Giunta, ignorando
totalmente le decisioni ed i suggerimenti della Commissione, riportò
direttamente in Consiglio lo stesso progetto, dopo aver preso le opportune
misure.
Nacque (come tante altre volte) una alleanza
trasversale di comodo e la baracca con pisciatoio fu approvata, anche se con
soli 24 votanti.
Votarono a favore della costruzione Ruggeri,
Apicella, Berio, Bossolino, De Montis, Di Tullio, Ghersi, Ghigo Gaspari,
Guerrisi, Madini, Monteleone, Novaro, Pozzo, Remigio, Tortarolo, Toscano; si
astennero Briano e Casalinuovo;
votarono contro Bottaro, Buscaglia, Cuneo, Turchi, Vallarino, Franco
Zunino.
Tutti gli altri Consiglieri, a sorpresa, non
parteciparono al voto, compreso il Presidente ed il Vice Presidente del
Consiglio! (Ma chi presiedeva alla votazione, allora?).
Questo il singolare comportamento dell’autorità
comunale.
La pratica coinvolgeva altre due autorità, che ben
avrebbero potuto fermare l’inopportuna
decisione del Comune.
Per prima la Sovraintendenza, che sui pubblici
panorami avrebbe dovuto pur esercitare una competente tutela. Ebbene, anche la
Sovraintendenza, colta da improvvisa cecità,
diede la sua remissiva approvazione.
Anzi, secondo le dichiarazioni del dirigente
comunale responsabile, verbalizzate in Commissione, la localizzazione della
costruzione sarebbe proprio stata scelta dalla Soprintendenza.
Infine, la terza autorità coinvolta fu quella
portuale che, per una singolare situazione normativa, gestisce oggi non solo i
due bacini portuali di Savona e di Vado (come è ovvio), ma anche tutta la
spiaggia della nostra costa, dal Rio del Termine fino al Quiliano .
L’autorità portuale non ha certo tra le sue
preoccupazioni la difesa dei panorami cari ai Savonesi, come abbiamo constatato
e continuiamo a constatare in altri casi ben più macroscopici. Diede quindi la sua concessione per
installare la baracca proprio in quella posizione.
Da quel giorno, per due anni, la pratica cadde nel
silenzio e molti ingenui si illusero che fosse stata accantonata, grazie ad una
improvvisa crisi di saggezza.
Invece no. I
lavori sono stati iniziati proprio alla soglia delle nuove elezioni, quando
amministrati ed amministratori sono in ben altre faccende affacendati.
Che fare?
Non ci resta che sperare nell’Assessore Regionale
all’Ambiente l’Ing. Franco Zunino che, quale Consigliere comunale, aveva votato
contro quella iniziativa. Assessore,
se ci sei, batti un bel colpo! Trova
modo di fermarli! (d.b.)